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Assemblea dei Mille autoconvocati a Chianciano: la relazione sulla ...

Per tutti questi motivi, già all’avvio della legislatura – abbiamo voluto ridepositare tutte le diverse proposte di legge su pressoché tutti i temi che hanno contraddistinto il cuore della proposta politica radicale in materia di giustizia nel corso di questi ultimi tre decenni: dalla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, alla radicale revisione del principio della obbligatorietà dell’azione penale; senza dimenticare l’introduzione di una (finalmente) effettiva responsabilità civile dei magistrati (come da referendum radicale vinto e poi tradito) ed il drastico ridimensionamento del numero dei magistrati fuori ruolo, in particolare di quelli distaccati presso il Ministero della Giustizia Sappiamo benissimo che, oggi come ieri, l’ostacolo principale a tutte queste riforme continua ad essere rappresentato non solo da un atteggiamento rinunciatario e forse impaurito della politica, ma anche dal comportamento dell’ANM che puntualmente, esasperando strumentalmente e oltre ogni misura i problemi, scende sempre in campo per la pura conservazione dell’esistente.

 In quella mozione, poi approvata a larga maggioranza alla Camera dei deputati sotto forma di risoluzione, sono indicate alcune linee guida per noi indispensabili in materia di riforma della giustizia: separazione delle carriere, riforma capace di nobilitare funzione e ruolo del giudice salvaguardando l’indipendenza del pubblico ministero e migliorando la qualità del processo accusatorio; riforma del CSM e della ‘magistratura fuori ruolo’ per salvaguardare la politica e la magistratura stessa dalle reciproche invasioni di campo tutelando il principio della separazione dei poteri; revisione in chiave garantista del codice di procedura penale, prevedendo anche interventi che incidono sui tempi del processo senza sacrificare garanzie; nuovo codice penale da attuare previa una seria e radicale depenalizzazione e razionalizzazione delle fattispecie di reato, ma anche rafforzamento della legge Gozzini, legge che rappresenta un baluardo di civiltà giuridica intangibile in quanto presidio di sicurezza per i cittadini ed efficace strumento di recupero sociale dei detenuti in conformità ai valori costituzionali.

In sede di approvazione di questi provvedimenti sulla sicurezza ci siamo opposti, trovandoli inaccettabili, agli aggravamenti indiscriminati di pena; alla introduzione di circostanze aggravanti legate alla nazionalità del reo; alla introduzione del reato di immigrazione clandestina; al prolungamento del trattenimento presso i CIE da 60 a 180 giorni (provvedimento disposto da un giudice onorario e quindi non professionale e che incide sulla libertà personale di individui che non hanno commesso alcun reato); ai rafforzamenti del doppio binario processuale diretti a limitare garanzie e strumenti di difesa per determinate categorie di imputati (compresa l’ammissione al patrocinio a spese dello stato, indiscriminata e senza limiti di reddito, per le presunte vittime di violenze sessuali); all’inasprimento dell’incostituzionale art.

Le condizioni di invivibilità in cui versano gli istituti di pena italiani sono state da noi parlamentari radicali personalmente riscontrate in decine di visite ispettive alle quali abbiamo puntualmente fatto seguire interrogazioni parlamentari e ordini del giorno; abbiamo anche provveduto a depositare una denuncia presso la Procura della Repubblica di Milano nella quale chiediamo che vengano individuati e puniti i responsabili della situazione di intollerabile degrado e fatiscenza in cui versa il carcere di San Vittore, non a caso definito vero e proprio ‘luogo di tortura’ dallo stesso Procuratore Generale della Corte di Appello di Milano.

Fonte: www.radicali.it

December 3, 2009 Posted by | Uncategorized | , | Leave a Comment

La storia di Max e di Lorenzo Il cucciolo ha salvato il bambino

Il Golden Retriver della Misericordia di Forte dei Marmi ha “convinto” i soccorritori a scavare nelle macerie di una casa

La storia di Max e di LorenzoIl cucciolo ha salvato il bambino

La storia di Max e di Lorenzo Il cucciolo ha salvato il bambino

“Quella notte, dopo lo scoppio di Viareggio, io e Max siamo subito corsi alla stazione” racconta il suo padrone, Giancarlo Zoppi, un volontario della Misericordia di Forte dei Marmi.

Fonte: www.repubblica.it

December 2, 2009 Posted by | Uncategorized | , | Leave a Comment

   

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